martedì 5 maggio 2020

"Homo homini virus". Hobbes riletto ai tempi del COVID-19


Qui di seguito un articolo di Massimo Gramellini, sull'egoismo delle persone a causa della paura del Coronavirus. Ognuno pensa a se stesso e a come poter sopravvivere, poco importa degli altri.
Homo homini virus | Dubaitaly Magazine
"Homo homini virus"
"Si sentono cose, qui in caverna. A proposito del convincimento diffuso che la paura di morire ci avrebbe reso più buoni, ho appreso dei tre volontari della Croce Rossa Italiana invitati con tono brutale dai condomini a parcheggiare il loro eroismo su altri pianerottoli, possibilmente non confinanti. Bazzecole, in confronto a quanto accaduto a una trentina di pensionati andalusi, risultati positivi al Corona e perciò trasferiti, con corteo d’ambulanze, nella casa di riposo di una cittadina dal nome musicale: Línea de la Concepción. Una delegazione di persone del posto ha organizzato accoglienze trionfali: sassaiole, blocchi stradali, cassonetti infuocati. Questo perché la si smetta di dire che i migranti vengono discriminati in quanto stranieri. La signora in tuta che nelle immagini si vede inveire dal balcone contro gli anziani suoi connazionali converrebbe con Hobbes che l’intolleranza non scruta il colore della pelle, ma il pericolo potenziale rappresentato da ogni intruso. «Homo homini virus». E oggi, al borsino della paura, un pensionato con la polmonite vale tre scafisti col raffreddore.
Funziona così fin dai tempi delle caverne, quelle vere. Prima la mia tribù, nella tribù prima il mio villaggio, nel villaggio prima la mia famiglia, nella famiglia prima me. Qualcuno si era illuso che bastasse un’emergenza planetaria a far scattare l’interruttore dell’umanità. Ma il coronavirus non è mica un corso accelerato di illuminazione."
                                                                                             Massimo Gramellini  01 aprile 2020

sabato 2 maggio 2020

Hobbes, "BELLUM OMNIUM CONTRA OMNES" #STEP12

Nel Leviatano, Hobbes presenta la teoria della natura umana, della società e dello stato.
Dal momento che il diritto ha origine naturale, nello stato di natura gli uomini hanno tutti quanti gli stessi diritti. 
L'uguaglianza naturale fra gli uomini fa sì che ciascuno desideri le medesime cose, che ciascuno tenda alla propria conservazione e alla propria sicurezza, e che,di conseguenza, voglia assoggettare gli altri.  
L'uomo di natura infatti è "HOMO HOMINI LUPUS"(l'uomo è un lupo divoratore per ogni altro uomo), perciò ogni individuo si trova in uno stato di pericolo e rischio, in quanto potrebbe aggredire e ugualmente essere aggredito. 
Da questa situazione,dunque, nascono la competizione, la diffidenza, il desiderio di gloria, "la guerra di tutti contro tutti" ("BELLUM OMNIUM CONTRA OMNES").
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Ritratto di Hobbes

"Da questa eguaglianza nelle capacità deriva l'eguaglianza riguardo alla speranza di poter raggiungere i nostri scopi. E per conseguenza se due uomini desiderano una stessa cosa che d'altra parte non possono godere insieme essi diventano nemici; e per ottenere il loro scopo, che consiste principalmente nella propria conservazione, e molte volte la ricerca soltanto del proprio piacere, ognuno dei due tenta di sopprimere o di sottomettere l'altro. Per questo avviene che mentre un invasore non ha da temere altro che il solo potere di un altro uomo, se uno pianta, semina, costruisce, o possiede un'abitazione confortevole, è possibile che altri vengano organizzati con forze unite per spossessarlo e privarlo non soltanto del frutto del suo lavoro ma anche della vita, o della libertà. E l'invasore a sua volta è nella stessa condizione di pericolo di un altro. A causa di questa diffidenza reciproca ogni uomo non ha un modo per mettersi al sicuro così indicato come il prevenire ogni danno, il che vuol dire sottomettere, o con la forza o con l'astuzia, tutte le persone che può sottomettere, fino a che egli vede che non esiste un potere abbastanza grande da poterlo danneggiare[...]."
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Frontespizio del Leviatano

"[...] Cosicché nella natura dell'uomo si trovano tre principali cause di lotta: prima la competizione, seconda la diffidenza, terza il desiderio di gloria. La prima spinge gli uomini a lottare per il vantaggio, la seconda per la sicurezza, la terza per la reputazione. La prima spinge gli uomini ad usare violenza per diventare padroni degli altri uomini, delle loro donne, dei loro figli, del bestiame; la seconda consiste nell'uso della violenza come mezzo di difesa; la terza per delle ragioni futili[...]."
                                                                                             
Th. Hobbes, Leviatano, I, cap. XIII



Tuttavia gli uomini hanno un comune interesse a fermare la guerra: assicurarsi un'esistenza in cui possano godere dei beni che difendono e per cui lottano. Così formano delle società attraverso un "patto sociale", in cui limitano la loro libertà, accettando delle regole che vengono fatte rispettare dal leviatano-Capo dello stato.




Fonti:
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, vol. XIII, pagg. 455-457;
https://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano_(Hobbes).





sabato 25 aprile 2020

Il pericolo ai tempi del COVID-19 #STEP11

Al giorno d'oggi tutto il mondo si trova a dover affrontare e combattere il COVID-19 , un nuovo virus che fa parte dei Coronavirus, cioè i "virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico". Questa famiglia è nota "per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS)." 
Coronavirus: indicazioni e comportamenti da seguire | Auxologico
Immagine del virus
Proprio perché poco conosciuto non si sa bene quanto possa essere dannoso per la salute. Il sito http://www.salute.gov.it ha cercato di chiarire le idee con questa spiegazione.
"Quanto è pericoloso il nuovo virus?Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento. Circa 1 persona su 5 con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero."
 Il 5 Aprile 2020, dopo il prolungamento delle misure di lockdown, il ministro della Salute, Roberto Speranza ha affermato:
“Dobbiamo dire la verità. La situazione resta drammatica. L'emergenza non è finita. Il pericolo non è scampato. Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus. Ecco, il verbo giusto è convivere. Almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura".
Da questa dichiarazione, si evince che non bisogna sottovalutare i rischi che possono continuare a esserci, nonostante il contagio abbia avuto degli arresti notevoli in alcune regioni italiane. La quarantena sta iniziando ad avere i suoi effetti, ma in Lombardia e in Piemonte la situazione è ancora molto grave e anche nel resto del Paese i contagi non si sono ancora del tutto arrestati. I decessi continuano a verificarsi e ci sono ancora molti malati, ma si inizia a intravedere un miglioramento e una probabile riapertura di alcuni settori e attività, prevista per il 4 maggio.

Tuttavia, c'è la certezza di saper valutare il rischio che si corre? 
Nella valutazione del pericolo, le persone sono influenzate dalle proprie idee,da aspetti emotivi,dalla familiarità, dalla controllabilità, dal livello di conoscenza e dal potenziale catastrofico. Vi è la tendenza a filtrare i dati in modo tale che corrispondano alle convinzioni personali,infatti,la percezione del rischio è un giudizio soggettivo elaborato riguardo alle caratteristiche, alla gravità e al modo in cui viene gestito il rischio stesso. Gli adolescenti sfidano i pericoli, incuranti delle conseguenze; questo accade perché manca la capacità di autoregolarsi e di distinguere un comportamento finalizzato a raggiungere un elemento piacevole da uno che potrebbe causare dei danni.

Quindi, oltre alla pericolosità del virus e a tutte le sue complicazioni a livello medico-sanitario ed economico-sociale, un grande pericolo è la "mancanza di equilibrio nella percezione del rischio"che questa pandemia comporta. "Molti hanno sottovalutato il rischio, protraendo comportamenti che espongono al potenziale contagio. [...]Altri si sono subito allarmati, immaginando scenari da catastrofe, che li hanno portati a svuotare i banchi dei supermercati e a fare incetta di beni di prima necessità."

venerdì 17 aprile 2020

Il concetto di pericolo nei proverbi italiani

È interessante vedere come il termine 'pericolo' costituisca parte di molti proverbi italiani, ormai quasi dimenticati, e abbia creato nella lingua italiana delle parole polirematiche, oggi molto utilizzate. Qui di seguito vi sono alcuni esempi:
  • "Chi non teme corre pericolo.";
  • "Dove non c'è pericolo, non c'è gloria.";
  • "Gran pericolo, gran guadagno.";
  • "a proprio rischio e pericolo" loc.avv. ,secondo la propria volontà: ha fatto a suo pericolo;
  • "pericolo di morte" loc.s.m. situazione che rischia di portare alla morte chi la subisce: il paziente è in pericolo di morte; anche come scritta su cartelli segnaletici;
  • "pericolo giallo"loc.s.m. espressione con cui si indica l’atteggiamento di timore del mondo occidentale nei confronti della possibilità dell’espansione politica, economica e sociale dei popoli dell’Estremo Oriente, spec. dei cinesi e dei giapponesi.

Fonti:

L'analisi del pericolo

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Immagine simbolo de piano HACCP

L'analisi del pericolo è un "processo utilizzato per analizzare i pericoli, i cui risultati passano attraverso la loro identificazione, la loro inaccettabilità, e la selezione di metodi per controllarli o eliminarli." Questa procedura viene impiegata in molte discipline, tra cui l'avionica, l'ingegneria chimica e l'ingegneria della sicurezza.
L'analisi del pericolo si suddivide in diverse fasi:

  1. "l'identificazione, lo studio e il monitoraggio"di tutti i pericoli che potrebbero verificarsi, al fine di determinarne il potenziale, l'origine, le caratteristiche e il comportamento.
  2. "Il processo di raccolta e valutazione delle informazioni sui pericoli", con lo scopo di definirne l'importanza e il modo in cui vengano indirizzati dal piano HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points). 
  3. "La descrizione e la realizzazione delle misure necessarie per ridurne l'impatto".

I pericoli della Grande Guerra #STEP10



1917 "Mission Briefing" Clip (2020)

Questa scena molto significativa è tratta dal film di Sam Mendes 1917, una storia di amicizia, coraggio e valori ambientata durante la Grande Guerra.

Nel 1917 l’esercito inglese scopre che i tedeschi hanno architettato un’imboscata contro un battaglione che, inconsapevole, si sta preparando a essere sterminato. Se non si riuscisse a evitare il massacro, potrebbe verificarsi una dura sconfitta per gli inglesi.
Allora, a due giovani caporali, Schofield (interpretato da George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman), viene assegnata la missione di raggiungere il battaglione e avvertirlo del pericolo imminente.
I due commilitoni, uniti da un forte legame di amicizia, oltre a dover salvare moltissime vite, hanno anche un interesse personale a compiere l'incarico. Il fratello di Blake, infatti, essendo un soldato del battaglione in pericolo,rischia la vita.

Il film,piuttosto incalzante e drammatico, è in grado di contrapporre in parallelo due piani narrativi: la missione dei due protagonisti e la guerra intorno a loro, riuscendo così a mantenere l'attenzione fissa sullo schermo.

Fonte
Visione del film al cinema.

domenica 12 aprile 2020

IL COLOSSO #STEP09

El coloso.jpg
Francisco Goya o Asensio Julià, Il colosso,1808 circa, Museo del Prado, Madrid


Il quadro raffigura un intero popolo che fugge freneticamente da un pericolo imminente e mortale:
la figura enorme di un colosso nudo, che, per la collera, ha gli occhi e i pugni chiusi in modo minaccioso. Secondo alcune interpretazioni, questo gigante potrebbe essere metafora del potere assolutista o dell'insensibilità dell'uomo moderno nei confronti della natura. Secondo altre, invece, dal momento che l'opera risulta essere molto enigmatica, il colosso potrebbe essere visto come un protettore della popolazione in fuga da un nemico che non si può scorgere, poiché situato oltre le colline.

Dettaglio della fuga
Come si può notare nell'immagine qui di fianco, che fa vedere meglio la scena della fuga, vi sono un branco di bestie che scappano via, un gruppo di persone sfollate con le proprie masserizie e di gente che chiede aiuto.
Soltanto un asino bianco, simbolo di ignoranza, non si cura del pericolo imminente.



Fonte:

Una sintesi #STEP24